Todaysalute.it – Nel film di Sofia Coppola «Lost in Translation», ambientato in una caotica e delirante Tokyo, lentamente Bill Murray e Scarlet Johansson si innamorano dopo essersi ritrovati uniti da una condizione che affliggeva entrambi: l'insonnia da fuso orario. Forse non tutti sanno che tale disturbo può essere di varie tipologie: può trattarsi di apnea ostruttiva, di un disturbo psichiatrico conosciuto come sindrome della gamba irrequieta, di incapacità di dormire a causa di incubi ricorrenti o ancora sonnambulismo. Le cause sono molteplici: oltre al jet lag che scompagina il ritmo circadiano delle star hollywoodiane precedentemente citate, i fattori più tipici che inducono l'insorgere di questo disturbo sono periodi di forte stress, uno stile di vita troppo sedentario, l'abuso di bevande a forte contenuto di caffeina.
I rimedi possono essere altrettanto numerosi: dalla meditazione al ricorso a medicine e psicofarmaci appositi, dall'intraprendere un'attività fisica che riesca a sfiancarci alla scelta di rimedi tradizionali quali tisane al biancospino, valeriana o passiflora. Anche l'alimentazione, in questo senso, può fornire un aiuto per ritrovare il naturale ciclo sonno-veglia. Secondo uno studio condotto dai ricercatori della Kanazawa Medical University e pubblicato sulla rivista specializzata Plos One, comprendere nella propria dieta dosi elevate di riso aiuterebbe a combattere l'insonnia.
Che i giapponesi ritenessero questo cereale fondamentale per la propria sussistenza non è una grossa novità: ma è la prima volta che viene dimostrata la proprietà del riso di aumentare la secrezione di serotonina, neurotrasmettitore che regola sensazioni quali soddisfazione, regolazione dell'umore e, appunto, del sonno. Tale caratteristica è legata all'indice glicemico del riso, più elevato rispetto ad altri alimenti ricchi di carboidrati.
Dunque questo cereale, in particolar modo se integrale e non brillato, non solo possiede proprietà nutritive importanti e costituenti chimici fondamentali quali fosforo, potassio e vitamine del gruppo B, ma avrebbe anche la proprietà di migliorare la qualità del nostro sonno. I ricercatori giapponesi sono giunti a questa conclusione analizzando la dieta di quasi 1900 volontari di età compresa tra i venti e i sessant'anni, a cui veniva chiesto di volta in volta di annotare ciò che mangiavano e descrivere la qualità delle loro dormite in base ad una scala utilizzata a livello internazionale. L'ipotesi, come detto, è che consumare riso faccia aumentare i livelli di serotonina nell'organismo grazie all'elevato indice glicemico che porta alla produzione di triptofano, amminoacido che interviene appunto nella sintesi del cosiddetto ormone del buonumore.



