Todaysalute.it – È risaputo che esistano due tipi di diabete. Il primo è denominato insipido ed è caratterizzato dall'assenza di iperglicemia: può essere di tipo neurogenico o nefrogenico. Il secondo, quello mellito, a sua volta si divide in varie sottocategorie: il tipo 1, a patogenesi autoimmune, insulino-dipendente; il tipo 2, familiare; e quello gestazionale. Solitamente, quando si parla in maniera generica di diabete, si intende il mellito, caratterizzato appunto dalla classica condizione di iperglicemia o, più raramente, ipoglicemia. Nonostante la diversità di queste malattie, sono tutte caratterizzate da ingestione abbondante di acqua e da conseguente poliuria: inoltre, secondo uno studio recente, possiedono tutte la stessa origine.
Secondo i ricercatori neozelandesi della Scuola di Scienze Biologiche dell'Università di Auckland, infatti, hanno scoperto come sia il diabete di tipo 1 che quello di tipo 2 nascono dal medesimo meccanismo: i responsabili sarebbero minuscoli granuli di amilina, ormone anch'esso attivo nel metabolismo del glucosio, che distruggono le cellule beta del pancreas, quelle cioè deputate alla produzione di insulina. Tale scoperta, pubblicata sulla rivista specializzata Journal of the Federation of American Societies for Experimental Biology, confermerebbe ciò che la comunità scientifica già sospettava, sebbene prima d'ora all'oscuro del meccanismo con cui tali patologie si manifestano.
Grazie alla sperimentazione neozelandese, la speranza è che presto si possano produrre nuovi tipi di farmaci, identici sia per chi soffre di diabete di tipo 1 sia per i pazienti con tipo 2. Lo scopo di questi nuovi medicinali dovrà essere quello di evitare la morte delle cellule pancreatiche che controllano la secrezione di insulina, al contempo se possibile stimolandone la ricrescita. Finalmente dunque una bella notizia per coloro che soffrono di una malattia che pregiudica il corretto funzionamento dell'organismo comportando come effetti collaterali possibili cecità e danni cardiovascolari, tra gli altri, ed in continuo aumento: si stima infatti che entro i prossimi 20 anni quasi 600 milioni di persone nel mondo soffrirà di diabete mellito di tipo 2.



