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Non solo rughe: il botulino può curare il cancro gastrico

Negli ultimi anni è salita agli onori delle cronache una sostanza nata per l'utilizzo in ambito medico, soprattutto nel trattamento di strabismo e blefarospasmo, ma che oggigiorno trova applicazione precipuamente nell'ambito della chirurgia estetica: il botulino. Derivato dalla sostanza più tossica conosciuta, prodotta da un batterio conosciuto come Clostridium botulinum, che trova un habitat ideale nelle conserve alimentari e produce un avvelenamento dall'alto tasso di mortalità, il Botox viene impiegato infatti per la sua capacità di inibire l'azione e la produzione di aceticolina, neurotrasmettitore responsabile dell'insorgere di rughe e inestetismi della pelle.

Oggigiorno, il botulino è per lo più famigerato e tristemente conosciuto: nell'immaginario collettivo, viene ritenuto responsabile della deformazione e della deturpazione dei tratti somatici di alcune celebrità che non accettano le conseguenze del tempo che passa sul proprio corpo. Ciò nonostante, una recente scoperta effettuata dai ricercatori del Columbia Medical Center di New York City, pubblicata sulla rivista specializzata Science Translational Medicine, potrebbe riscattarne la fama oramai compromessa. Secondo i dottori americani, infatti, il principio attivo del botulino potrebbe risultare utile nel trattamento del tumore dello stomaco.

Non è la prima volta che la tossina arriva al vaglio della comunità scientifica per indagarne le presunte capacità medicinali: tra le altre cose, sembra infatti utile come rimedio ad emicrania, asma, obesità, prostatite ed incontinenza urinaria. Ciò nonostante è la prima volta che vengono alla luce proprietà antitumorali. Secondo la sperimentazione condotta dai ricercatori americani su cavie da laboratorio, la crescita delle cellule cancerogene è profondamente legata all'azione dei nervi, in costante comunicazione con le cellule staminali, sebbene non si conosca appieno il meccanismo che li coinvolge: hanno dunque tentato di disattivare i nervi collegati allo stomaco per mezzo proprio del botulino, riscontrando sia una diminuzione del numero di casi di cancro gastrico, sia la loro progressione. Inoltre, la chemioterapia condotta su cavie trattate con botulino ha dato maggiori risultati, aumentando al contempo l'aspettativa di vita.

Si tratta solo di uno studio allo stadio iniziale, dunque occorreranno maggiori indagini per verificarne le potenzialità antitumorali: ciò nonostante la tossina prodotta dal batterio Clostridio si è rivelata in queste prime fasi un inaspettato quanto efficace aiuto nel trattamento di una patologia non tra le più comuni, ma che comunque sta conoscendo una notevole diffusione a causa dell'aumento dei casi di obesità. Resta ancora da capire se questa sostanza possa danneggiare la normale funzionalità dello stomaco, oltre a dover indagare la possibile comparsa degli effetti collaterali, che comunque paiono minimi se messi a confronto con gli altri farmaci utilizzati in questi casi.  

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