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Un’aspirina al giorno toglie il tumore di torno?

Un nuovo metodo per prevenire il cancro. Sarà fattibile?

L'aspirina è probabilmente il farmaco non steroideo più utilizzato: grazie al suo effetto analgesico, antinfiammatorio e antipiretico, l'acido acetilsalicilico viene infatti prescritto in caso di dolori di varia natura e sindromi influenzali e da raffreddamento. Come tutti i medicinali presenta controindicazioni, tra cui la possibile comparsa di effetti collaterali, a cui si è particolarmente sensibili in presenza di patologie cardiovascolari, coagulative, epatiche, renali, gastrointestinali ed allergiche: ciò nonostante rimane probabilmente il farmaco più venduto dalle nostre farmacie da quando, oramai cento anni fa, ha fatto la sua comparsa sul mercato.

Da oggi c'è un motivo in più per assumere aspirina ogni qual volta presentiamo sintomi che possano essere di competenza di questo medicinale. Uno studio del Centre for Cancer Prevention, della Queen Mary University of London, ha preso in esame i dati riguardanti l'aspirina e chi ne faceva uso degli ultimi dieci anni, riscontrando una forte correlazione tra assunzione di acido acetilsalicilico e minore incidenza di tumore, in particolar modo di quelli a carico di intestino, gola e stomaco. I risultati presentati dai ricercatori inglesi sono inequivocabili, con statistiche che vanno dal 30% al 40% in meno di ammalarsi delle suddette neoplasie per coloro i quali fanno ricorso all'aspirina, anche una volta al giorno per 10 anni consecutivi: diretta conseguenza di questo dato una riduzione di circa un terzo della mortalità per quanto riguarda queste patologie.

La ricerca, pubblicata sugli Annals of Oncology, è per certi versi rivoluzionaria: sebbene vi siano già stati alcuni studi che avevano messo in evidenza l'efficacia dell'aspirina nella prevenzione di alcuni tipi di cancro, è la prima volta che vengono messi a disposizione le statistiche riguardanti questa caratteristica. Sembra quindi che la cosa migliore che potremmo fare una volta raggiunti i quarant'anni, per avere un'aspettativa di vita più lunga ed evitare l'insorgere di tumori, oltre a mantenere sotto controllo la bilancia ed evitare di comprare sigarette, sia proprio quello di assumere basse dosi di acido acetilsalicilico: circa un quarto di pillola al giorno, ovvero 75 mg d'aspirina.

Prima di correre in farmacia e scadere in facili entusiasmi, occorre in questa sede dare una rapida occhiata all'altra faccia della medaglia di modo da evitare abusi dettati dalle nostre paranoie verso un futuro che vorremmo il più duraturo possibile. L'aspirina infatti non è scevra da effetti collaterali: l'assunzione sconsiderata può dar luogo a problemi all'apparato gastrointestinale, con conseguenze anche gravi come la comparsa di ulcere ed emorragie; disfunzioni renali; eritemi e dermatiti a livello cutaneo; calo dell'udito; alterazioni del metabolismo del glucosio con pericolo di crisi ipoglicemiche; maggior incidenza di patologie cardiovascolari e cerebrali; insonnia, cefalea, tremori. L'acido acetilsalicilico è inoltre sconsigliato in caso di contemporanea assunzione di antibiotici, anticoagulanti, inibitori della serotonina, ACE inibitori ed altri antinfiammatori non steroidei. In generale, dunque, è suggeribile sempre la supervisione di un esperto, nonostante non serva prescrizione medica: inoltre, fino ad ora, era fortemente sconsigliata l'assunzione per più di 5 giorni consecutivi. Dunque che facciamo: ci fidiamo della vecchia scuola, o dei nuovi ricercatori inglesi? Ai posteri l'ardua sentenza.

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