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Virus ebola: prevenzione e diffusione

Dall'attualità

La trasmissione del virus ebola è possibile da animale a uomo, per contatto con pipistrelli, scimmie, antilopi o i loro escreti corporei oppure da uomo a uomo per contatto con sangue e altri fluidi corporei infetti; la trasmissione si può realizzare anche per via sessuale, infatti il virus sopravvive molto bene nello sperma e l’infezione con un rapporto sessuale ci può essere anche dopo 7 settimane dalla guarigione.

Le possibilità di contagio sono più frequenti fra familiari e conviventi, ma nel corso degli anni non sono mancati casi di infezione da parte del personale sanitario a causa del contatto accidentale con aghi di siringhe infette, ecco perché ai fini della limitazione del contagio il personale che presta assistenza deve sempre fornirsi di maschere, camici e guanti; il contagio per via aerea sembra non essere possibile.
Il virus sicuramente non si trasmette attraverso un contatto casuale nei luoghi pubblici con persone con segni dell’infezione, né maneggiando denaro o cibo toccato da persone infette, né nuotando in piscina, neppure le zanzare sono veicolo di infezione. Il virus viene efficacemente distrutto dal sapone, dalla candeggina e dalla luce solare: il lavaggio in lavatrice di indumenti eventualmente contaminati è sufficiente per distruggere il virus.

Finora i focolai epidemici sono rimasti confinati a piccoli villaggi, a volte talmente remoti e lontani dalle città che l’isolamento e la quarantena non risultavano particolarmente difficoltosi: la preoccupazione, oggi, è che il virus possa arrivare a conquistare fette di popolazione urbana e, in questo caso, garantire l’isolamento e la quarantena non sarà affatto semplice. 

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