Il peperoncino diminuisce il rischio di tumori intestinali

Aspettativa di vita delle cavie aumentata del 30%

Todaysalute.it – Si sa che i cibi piccanti non sono esattamente per tutti i palati: per alcuni, anzi, il peperoncino rappresenta un'autentica condanna. Esemplare dimostrazione di questo tipo di intolleranza è la reazione del ragionier Ugo Fantozzi all'ingestione dei famigerati pomodorini a diciotto mila gradi, con tanto di lingua immersa nello stagno del ristorante e geiser prodotto dalla reazione. Per evitare i colori rosso, rosso pompeiano, arancio aragosta, viola, viola addobbo funebre, blu tenebra ed infine il collasso cardiocircolatorio, i meno abituati a chili e wasabi si astengono dall'assumere questi alimenti, sottovalutandone le proprietà benefiche per l'organismo.

Il peperoncino infatti risulta una fonte non indifferente di vitamine, in particolare vitamina C e vitamina PP: importante anche l'apporto di carotenoidi, precursori della vitamina A, e minerali quali calcio, potassio e fosforo. Ma è la capsaicina il principio attivo più interessante di questa spezia, principio attivo tra le altre cose responsabile del sapore piccante. Questa molecola è utilizzata da tempi antichi per le sue proprietà fitoterapiche: induce vasodilatazione, contrasta l'azione deleteria dei radicali liberi grazie alle caratteristiche antiossidanti, coadiuva la digestione, e possiede effetto antibatterico e analgesico.

Se questa lista di benefici non avesse ancora convinto i più intolleranti di voi ad aggiungere peperoncino ai vostri piatti, i ricercatori della School of Medicine della Università della California, San Diego, hanno scoperto ultimamente che assumere questa spezia può inibire l'insorgenza di tumori all'intestino, in particolare quelli al colon-retto. Gli scienziati americani hanno notato che proprio la capsaicina attiva all'interno dell'organismo delle cavie da laboratorio un recettore, chiamato TRPV1, collegato alle cellule che rivestono le pareti dell'intestino, diminuendo in questo modo il rischio di insorgenza di cancro ai danni dell'organo.

È la prima volta che al TRPV1, scoperto per la prima volta nei neuroni sensoriali e associato a calore, acidità e sostanze piccanti viene attribuita tale capacità preventiva: questo significa che lo studio andrà ulteriormente approfondito. Ciò nonostante i risultati dei ricercatori di San Diego dimostrano che su topi generalmente inclini a sviluppare tumori multipli dell'intestino la somministrazione di capsaicina è risultata in grado di allungarne l'aspettativa di vita del 30% in più. Tale trattamento si è dimostrato ancor più efficace in associazione con un farmaco antinfiammatorio non steroideo chiamato Celecoxib. Dunque, potremmo disporre di un nuovo alleato per la lotta e la prevenzione dei tumori.  

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