Todaysalute.it – Tempo di vacanze, si parte. Una passeggiata in montagna, una cena in spiaggia e perché no, anche un piatto di frutta da gustare sotto l’ombrellone. Tutto all’insegna del relax, ma attenzione alle allergie.
La raccomandazione arriva dagli esperti della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica che avvertono: in estate aumenta il rischio di crisi allergiche. I motivi sono molteplici, dalle punture di insetti, alla frutta esotica, molto amata nei periodi caldi, sino al pesce e ai crostacei.
«Nel periodo primaverile-estivo sono comuni le allergie respiratorie dovute all’esposizione a pollini – spiega Enrico Heffler specialista in allergologia e immunologia clinica e segretario generale della SIAAIC – in quanto la maggior parte delle piante fioriscono in questa stagione. Le cosiddette gite fuori porta sono un’occasione di esposizione a alte dosi di pollini che possono acutizzare i sintomi tipici: oculorinite e crisi asmatiche, ma anche reazioni cutanee da contatto con l’erba stessa».
Inoltre, durante le frequenti gite estive è facile incorrere in punture di insetti come vespe, calabroni e api che possono scatenare reazioni allergiche che possono essere lievi come il semplice gonfiore o gravi e potenzialmente fatali come la crisi anafilattica. «E’ importante che i soggetti allergici o potenzialmente allergici abbiano sempre a portata di mano i farmaci necessari per affrontare le emergenze – continua Heffler – come gli antistaminici, i broncodilatatori e l’adrenalina auto iniettabile. Tuttavia, una corretta terapia preventiva come il cosiddetto vaccino per le allergie riduce sensibilmente il rischio».
Attenzione anche alla frutta esotica, in particolare kiwi, ananas, mango, papaya e avocado e alla frutta secca o con il nocciolo, come pesche, albicocche e ciliegie. In determinate persone, infatti, può provocare reazioni anche anafilattiche. Inoltre, è pericoloso mangiare di frequente il pesce crudo (merluzzo, tonno, acciughe, alici, sgombro e sardine) che contiene allergeni e che potrebbe essere infestato da parassiti come l’anisakis (verme tipico di diversi organismi marini).
Per quanto riguarda, invece, gli asmatici, neanche a dirlo, gli esperti raccomandano di portare sempre il broncodilatatore. «Gli attacchi d’asma acuti si possono manifestare quando il soggetto è esposto a concentrazioni elevate di allergene (pollini, acari, peli degli animali, muffe ambientali). – continua Heffler – Una situazione a rischio, per esempio, è il temporale estivo che può provocare un fenomeno noto con nel mondo scientifico come Thunderstorm-related asthma. In questi casi, i pollini e le muffe ambientali possono rompersi e liberare nell’aria particelle allergeniche, spesso causa di crisi asmatiche».
Le persone a rischio, quindi, che non si sono sottoposte a un’adeguata terapia antiasmatica continuativa, devono evitare i luoghi ad alta concentrazione pollinica, ma anche ambienti chiusi, umidi e fumosi.
E per quanto riguarda i cibi, come devono comportarsi? Risponde ancora Heffler, «non esistono cibi da evitare, in quanto l’allergia alimentare non provoca reazioni asmatiche, a meno che non vi sia un grave shock anafilattico».
Infine, non si salva neanche l’amato aperitivo estivo con il prosecco. Infatti, per chi soffre di allergie alimentari «i vini bianchi, come molte bevande alcoliche, essendo ricchi di solfiti, possono determinare reazioni simil-allergiche. – conclude l’esperto – Le più classiche sono l’improvviso e fugace rossore, l’orticaria o la sensazione di soffocamento da irritazione a livello faringeo».
Tutti in vacanza, ma attenzione a prosecco, frutta e insetti
Allergie estive



