Si può fare il bagno dopo mangiato, ma niente alcol

Sfatato un mito

Todaysalute.it – Tante sono le leggende con le quali venivamo terrorizzati da bambini di modo da evitare di mettere in pericolo la nostra ancora fragile, inesperta esistenza: non accettare le caramelle dagli sconosciuti, non andare in giro per casa scalzo, evitare di fare il bagno dopo mangiato. Solitamente, l'infrazione anche a una sola di queste regole comportava immancabilmente mettere a repentaglio la propria vita, cosa che indubbiamente scongiurava il pericolo di domande e dubbi nei confronti dell'autorità, in questo caso i nostri genitori.

Ma siamo sicuri che queste abitudini siano proprio pericolose? Forse non avranno al loro interno droghe o ogni genere di schifezza, ma accettare le caramelle potrebbe esporre la vita dei nostri figli alla mercé di qualche malintenzionato; così come camminare scalzi sul pavimento di casa non comporta automaticamente l'incorrere in gravi malattie ma può risultare certamente anti-igienico. Quello che invece è stato messo in forte dubbio dal pediatra Alberto Ferrando è l'abitudine delle mamme di imporre un paio d'ore di pausa dai bagni in mare alla prole dopo il pranzo, pena pericolose congestioni.

Secondo l'esperto, infatti, si tratta di una tortura inutile a cui sottoponiamo i nostri figli più per tradizione e per sentito dire, che per vera e propria necessità: abitudine peraltro prettamente italiana, da quel che si evince dalle parole di Ferrando. Ovviamente occorrono alcuni accorgimenti, quali quello di evitare pranzi troppo sostanziosi e difficili da digerire quando siamo al mare, così come l'assunzione di bevande alcoliche. Inoltre, è sempre preferibile l'introduzione graduale in acqua, invece dei tuffi che portano a sbalzi termici che possono causare sincopi e shock termici piuttosto che congestioni.

Non esisterebbe insomma una vera e propria ragione scientifica per evitare il bagno dopo mangiato: cosa che farà esultare i ragazzi che affollano i litorali italiani in questo periodo dell'anno. Rimanere sotto l'ombrellone in quelle che, solitamente, sono le ore più afose della giornata, può rappresentare una tortura difficile da accettare. Dunque, niente paura per il pericolo congestione, sempre che l'introduzione in acqua risulti graduale. L'abitudine degli adolescenti a bere sempre prima e in maniera sempre maggiore, invece, potrebbe essere il vero e proprio fattore di rischio principale per quel che concerne la morte per annegamento. Dunque occorre aggiornare l'antico adagio: da non si fa il bagno dopo mangiato, a non si fa il bagno dopo bevuto.  

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