Si allunga la vita dei sieropositivi

Aids sempre più controllabile

Todaysalute.it – Stando ai risultati di un recente studio internazionale, pubblicato sulla rivista The Lancet, rispetto a un decennio fa nei Paesi a alto reddito il rischio delle persone HIV positive di morire di Aids, malattie cardiovascolari e del fegato è calato sensibilmente.

L’indagine ha coinvolto circa 50.000 sieropositivi adulti in cura con terapie antiretrovirali in più di 200 strutture in Europa, negli Stati Uniti e in Australia. I ricercatori hanno scoperto che la mortalità si è praticamente dimezzata dal 1999 al 2011. Più in dettaglio, i decessi per Aids e malattie cardiache sono diminuiti del 65 per cento, quelli per malattie epatiche di oltre il 50 per cento.

Tuttavia, nel periodo di studio, in questi soggetti non è stata riscontrata alcuna riduzione dei tassi di mortalità da tumori, che sono rimasti invariati nel tempo confermandosi come la principale causa di morte non dovuta all'Aids nelle persone HIV positive, ben il 23 per cento.
I ricercatori si sono basati su dati provenienti dalla London's Global University e hanno esaminato le cause di morte di sieropositivi che erano stati in terapia per una media di sei anni. In generale, il tasso di mortalità è diminuito di circa il 50 per cento in dieci anni.

Secondo Colette Smith, University College di Londra, e principale autore dello studio, nonostante questi risultati positivi dovuti anche ai successi portati dalle terapie antiretrovirali, è necessario che la medicina continui i suoi sforzi per arrivare a identificare sempre più individui in una fase precoce, prima dello sviluppo di una grave immunodeficienza. Questo è importantissimo per garantire che il tasso di mortalità da Aids continui a scendere come è successo negli ultimi dieci anni. 

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