Pochi soldi incrinano la salute

Gli effetti della crisi

Todaysalute.it – Bassa scolarizzazione e reddito limitato, in un momento di crisi economica come quello attuale, incidono gravemente sulla salute dei cittadini. Tra le patologie in aumento, diabete, obesità e colesterolo alto.
 
Ad affermarlo uno studio condotto dal Consiglio nazionale delle ricerche di Padova in collaborazione con la Società italiana per la prevenzione cardiovascolare, che confrontando i dati dal 1998 al 2002, con quelli dal 2008 al 2012, ha riscontrato un aumento significativo delle condizioni di rischio per le malattie cardiovascolari.
 
Come spiega Gaetano Crepaldi del Cnr di Padova e principale autore dello studio, «maggiore è la disponibilità di risorse sociali ed economiche, migliore è lo stato di salute. L’epidemiologia insegna, che il lavoro e il reddito che ne deriva, sono fattori determinanti per il benessere dell’uomo, indipendentemente da tutti gli altri motivi individuali e ambientali che hanno un impatto di primaria importanza».
 
Controtendenza, invece, il vizio del fumo, che registra un calo. Infatti, «le campagne di sensibilizzazione contro le sigarette hanno indubbiamente inciso sulle abitudini dei cittadini. – afferma Roberto Volpe, del Servizio prevenzione e protezione Cnr e tra gli autori dello studio – A conferma di ciò, il fatto che nei Paesi dell’ex Unione Sovietica, dove la lotta al fumo è marginale, il tabagismo è aumentato. Tuttavia, come confermano i dati dello European Health Network, il 17-18 per cento dei giovani italiani fuma, attestandosi tra i peggiori in Europa. I Paesi più virtuosi, invece, si confermano quelli scandinavi».
 
Per quanto riguarda i cittadini con alti livelli di scolarizzazione e reddito elevato, lo studio (presentato al XII Congresso nazionale della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare) ha evidenziato che nel confronto tra i medesimi periodi, la percentuale di persone affette da diabete si è ridotta, così come il colesterolo alto (anche se è aumentato nelle donne). Al contrario, l'obesità ha registrato una crescita sia tra gli uomini che tra le donne. I più colti e abbienti si confermano virtuosi sul consumo di sigarette, che anche in questo caso è calato.
 
Gli stili di vita meno salutari, quali scarso esercizio fisico e cattiva alimentazione, appaiono, quindi, in linea con basso reddito e livello culturale. «Indubbiamente questo dato è provocato da una minore adesione a una sana alimentazione – continua Crepaldi – che in Italia è rappresentata dal modello mediterraneo. Questo, però, dipende anche dall’impatto che i problemi economici hanno sulla salute mentale ed emotiva della popolazione (elevati livelli di ansia e depressione, che hanno un impatto negativo sulla dieta)».
 
Tuttavia, basterebbe poco per evitare l’insorgere di malattie come diabete e obesità, con una regolare attività fisica e una alimentazione sana. Il movimento costante, soprattutto in un momento di crisi economica, è imprescindibile per contrastare le più comuni forme di depressione. «Per mantenere le arterie sane e prevenire la demenza vascolare – spiega Volpe – è fondamentale svolgere attività fisica quattro o cinque volte a settimana e seguire regolarmente la dieta mediterranea (ricca di antiossidanti e omega 3). Tutto ciò è indispensabile, inoltre, per proteggere le proprie arterie e mantenersi attivi mentalmente».
 
Infine, un ultimo fattore in aumento è il consumo di bevande alcoliche. Come spiega Crepaldi, «circa il 30 per cento delle persone con difficoltà finanziarie fa un uso eccessivo di alcool, un dato allarmante».
Come diceva Paracelso «è la dose che fa il veleno» e gli fa eco Volpe spiegando che «un bicchiere di vino a pasto fa bene, perché ricco di proprietà antiossidanti, ma l’eccesso risulta nocivo».
 
Gli esperti che hanno redatto il documento, a cui hanno contribuito anche l’Istituto neurologico mediterraneo, l’Istituto superiore di sanità e l’Università di Firenze, raccomandano la dieta mediterranea come strumento di salvezza contro le patologie cardiovascolari. Attenzione, però «da sola non basta – conclude Crepaldi – se non arricchita da una regolare attività fisica e dal mantenimento di adeguati e vivaci rapporti sociali e familiari».
 
 

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