Todaysalute.it – L'Agenzia Italiana del Farmaco ha lanciato in questi giorni un nuovo allarme: secondo i dati in loro possesso, i cittadini italiani starebbero aumentando il consumo di medicinali da qualche anno a questa parte. I motivi? Come al solito sono molteplici e quasi tutti legati, senza sorprese, al discorso della crisi economica, che induce l'italiano a mangiare in modo meno sano perché a basso costo: una notizia recente svela poi come sia aumentato in maniera preoccupante il consumo di cibi scaduti.
Non è solo una questione di alimentazione, ma anche di equilibrio psichico: la crescita pressoché inarrestabile dell'utilizzo di antidepressivi ne è una riprova schiacciante. A questo va aggiunta anche una faciloneria tipica del nostro Paese nel terminare anzitempo terapie che dobbiamo riprendere in un secondo momento, oltre alla consueta, costante dimenticanza nell'assumere i medicinali quando vanno assunti.
Sembra dunque che in tempi di crisi anche il welfare state italiano cominci a scricchiolare. Le vittime ovviamente siamo sempre noi, che curandoci in maniera sempre maggiore e sempre peggiore finiamo con l'aumentare l'esposizione a batteri che, a causa della nostra superficialità nel curarci, divengono resistenti a farmaci e terapie.
I dati che l'Aifa ha prodotto sono davvero impressionanti: la spesa per i medicinali è aumentata del 2,3% dal 2013, arrivando così ad un totale di 26 miliardi di euro. L'immagine dell'Italia, dalla lente d'ingrandimento dell'agenzia del farmaco, è quella di una nazione ipocondriaca, che fa ricorso al medico ogni volta senta un minimo disturbo, salvo poi dimenticarsi di assumere i medicinali prescritti. Quasi un iperteso italiano su due dichiara infatti di scordarsi sovente della terapia; percentuale che sale addirittura al 85% se si parla di pazienti con problemi all'apparato respiratorio, dato che conferma la pessima pratica dell'abbandono superficiale e prematuro delle cure.
Un'altra statistica curiosa riguarda l'utilizzo improprio di antibiotici. Spesso infatti questo tipo di medicinale, se assunto per contrastare patologie sulle quali nulla può, non solo risulta inefficace ma aumenta anche la resistenza ai farmaci dei virus. Il 35% degli italiani dichiara di assumere antibiotici per influenze, bronchiti, raffreddori, buttando in buona sostanza soldi dalla finestra.
L'indagine ci fornisce dunque un quadro dal quale risulta in fortissima crescita il consumo di antidepressivi e di forme di farmaci con principi attivi che contrastano le tipiche forme nevrotiche, quelle maggiormente correlate a situazioni di stress. Se nel 2005 solo 27 persone su mille assumeva una dose di questo tipo di medicinali al giorno, nel 2013 il dato è passato a 39. Secondo una semplice proiezione, avanti di questo passo la depressione, entro il 2030, sarà la maggiore causa di calo dell'aspettativa di vita, dopo le patologie cardiovascolari.



