Anche i ragazzi disabili giocano a calcetto

Salute e sport

Todaysalute.it – Un portiere elettronico che permetterà ai ragazzi disabili di giocare a calcetto. Si chiama Electronic Goalkeeper, in breve El. Go. e rappresenta un grande passo avanti dalla ricerca scientifica che consentirà ai giovani con gravi disabilità motorie di praticare uno degli sport più amati dagli italiani. I benefici per la salute, sia fisici che psicologici, sono ovvi.
 
Il dispositivo, sviluppato dal dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa in collaborazione con la Fondazione Banca del Monte di Lucca, è già stato sperimentato al liceo scientifico Salutati di Montecatini Terme e presentato qualche settimana fa a un convegno su sport e disabilità a Corsagna (Lucca).
 
Come spiega Luca Fanucci, docente di Ingegneria elettronica dell’ateneo pisano e ideatore del prototipo, «El.Go. è un emulatore elettronico di portiere controllabile da remoto attraverso un joystick. Si sposta da destra verso sinistra velocemente e le sue dimensioni corrispondono all’ingombro di una porta da calcetto. È progettato per il funzionamento su cemento, erba o terra battuta».
 
Il portiere elettronico, oggi solo un prototipo, è stato concepito per la partecipazione attiva del disabile, normalmente non in grado di prendere parte all’attività sportiva, limitandosi a praticare virtualmente il calcio.
Ma considerando che El.Go. è rivolto a ragazzi con gravi handicap motori, il dispositivo si può considerare sicuro? «Sì – risponde Fanucci – l’intero sistema è dotato di una serie di sensori che gestiscono il gioco in sicurezza; davanti alla porta, ad esempio, è stato posizionato un tappetino che blocca il meccanismo non appena viene calpestato da uno dei giocatori».
  
Malgrado il successo riscontrato, resta uno scoglio da superare per renderlo disponibile a tutti, chi produrrà El.Go.? «Il nostro dispositivo è un oggetto ingegneristico di ultima generazione, ma allo stato attuale è solo un prototipo – spiega Fanucci – io come università posso crearne un numero limitato, sono le aziende che dovranno produrlo in larga scala. Noi mettiamo a disposizione dei disabili le nostre competenze, tuttavia, oggi il maggior impiego di risorse è rivolto ai settori che generano business. Alcuni campi – continua il docente – come le missioni spaziali o gli esperimenti di fisica delle particelle, pur non rappresentando un mercato di massa, godono dell’appoggio e della fiducia delle istituzioni, cosa di cui molto spesso non può avvalersi chi si occupa di tecnologie ausiliarie per persone disabili. Per questo è fondamentale puntare su una comunicazione efficace che attiri le aziende a investire su questi importanti ausili».
 
Il portiere elettronico è già stato testato lo scorso maggio da Paolo (18 anni) e Tommaso (16 anni), due ragazzi con disabilità motorie e dai loro amici durante le ore di scienze motorie nel loro liceo. Come spiega il docente «i test hanno confermato che il dispositivo è assolutamente innovativo rispetto ad altri prototipi del passato, perché prevede diverse modalità di gioco adatte a persone con differente grado di disabilità motoria. In questo modo ognuno può godere di una personalizzazione, che sfrutta al massimo le sue potenzialità».
 
Ora il professor Fanucci sta sviluppando un nuovo dispositivo, questa volta indirizzato alle persone ipovedenti; un bastone intelligente che, grazie ad un percorso elettronico, potrebbe regalare alle persone affette da cecità un’emozionante passeggiata lungo i 4 chilometri delle mura seicentesche di Lucca. Ma questa è un’altra storia che l’ingegneria al servizio dei disabili ci racconterà in futuro.
 

spot_imgspot_img

Articoli correlati

spot_img

Ultimi articoli