Todaysalute.it – Si sa che l'abuso di alcol prolungato nel tempo può dar luogo a varie tipologie di malattie che possono minare l'aspettativa di vita: cirrosi epatica, pancreatite cronica, epilessia, patologie cardiovascolari, disfunzioni sessuali, danni a carico del sistema nervoso centrale, cancro sono solo alcuni degli effetti collaterali legati al consumo sfrenato ed eccessivo di bevande. Le conseguenze possono essere ancor più gravi se si inizia a bere in giovane età, tendenza che al giorno d'oggi non stupisce più. Le cause possono essere molteplici, e sono state individuate in fattori di stress, di ambiente sociale, di sesso, persino di genetica.
La scoperta di alcuni ricercatori dell'Università del Vermont, pubblicata sulla rivista specializzata Nature, va appunto verso quest'ultima direzione. Gli scienziati americani hanno condotto una sperimentazione su 2400 adolescenti di 14 anni di nove diversi paesi europei, monitorandone l'attività cerebrale, la struttura del cervello, il quoziente intellettivo e sottoponendoli a test della personalità ed analisi del sangue.
Lo scopo era comprendere quale sia la causa principale tra quelle precedentemente elencate: il risultato della ricerca ha evidenziato come sia più probabile sviluppare alcolismo in quei soggetti che hanno un cervello più grande della media, in quanto più immaturo. Altri fattori di insorgenza di questa patologia sono aver provato anche solo un drink all'età di 14 anni, la presenza di problemi di alcolismo o abuso di droghe in famiglia, il tipo di personalità, in particolare la mancanza di coscienziosità. Gli stessi ricercatori sperano di poter allargare la sperimentazione, per poter capire quali sono i fattori per prevedere, attuando possibilmente dei metodi di prevenzione tempestivi, gli adolescenti più esposti al rischio di abusare di sostanze stupefacenti.



