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Poco sonno aumenta il rischio di obesità e diabete nei bimbi

Importante dormire anche 10 o 11 ore

In età adulta, è stato dimostrato che un'eccessiva pigrizia e sedentarietà può comportare disturbi anche gravi legati ad un eccesso di chili, colesterolo e glicemia, con conseguente aumento del rischio di insorgenza di diabete e patologie cardiovascolari quali ictus ed infarto del miocardio. In età pediatrica, al contrario, ad una vita attiva quando svegli deve far da contraltare una quantità di sonno adeguato, che può giungere fino ad un minimo di undici ore nei bambini al di sotto dei cinque anni.

Secondo uno studio della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, infatti, per i pazienti in età pediatrica varrebbe una regola praticamente identica ma opposta rispetto alla controparte adulta. La sperimentazione condotta su più di 3000 adolescenti di dieci paesi europei ha chiarito infatti che, chi dorme meno, in generale possiede un maggiore indice di massa e grasso corporeo, cosa che comporta appunto disturbi quali insulino-resistenza, diabete mellito di tipo 2 e obesità, oltre a difficoltà di concentrazione, sbalzi d'umore ed irritabilità.

È stato calcolato che ogni ora di sonno in più diminuisce del 9% il rischio di insorgenza delle patologie precedentemente elencate nei pazienti pediatrici. La ragione starebbe nel fatto che maggiore è la quantità di sonno, minore è il tempo a disposizione per introdurre nella dieta del bambino cibo ad alto contenuto calorico. Ma non solo: dormire poco significa essere più stanchi quando si è svegli, cosa che comporta una stile di vita maggiormente sedentario e attività fisica ridotta.

La sperimentazione ha anche evidenziato che chi dorme meno di otto ore per notte è più portato a consumare il cosiddetto cibo spazzatura, alimenti cioè ad alto contenuto di grassi e carboidrati con apporto minimo o nullo di composti dal valore nutrizionale elevato, quali le vitamine. È proprio vero, dunque, che l'adolescenza è un periodo speciale nella vita di un individuo: sembra infatti che sia l'unico momento in cui ci si possa permettere di essere pigri senza subirne le conseguenze. L'importante è essere estremamente attivi una volta in piedi.  

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