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Se li conosci li eviti… potendo.

Persuasione occulta: bufala o realtà?

New Jersey, estate del 1957. Nella ridente cittadina di Fort Lee, dalla parte sbagliata del fiume Hudson (di là, infatti, c’è Manhattan e converrete che è tutta un’altra storia) il titolare di una società di consulenza di Marketing in crisi di liquidità, tale James Vicary, si inventa lì per lì un esperimento che diventerà un cult assoluto e che aprirà un nuovo capitolo nelle strategie di mercato, quello della persuasione occulta.
Laconico il suo comunicato stampa: «Durante un ciclo di proiezioni del film Pic nic (girato da Joshua Logan nel 1955 e magistralmente interpretato dal conturbante William Holden e dalla bellissima Kim Novak, ndr) 45.699 persone sono state bombardate dalle scritte “Eat Popcorn” e “Drink Coca-Cola” per mezzo del tachistoscopio, uno strumento in grado di inviare sullo schermo, per tutta la durata del filmato, immagini della durata di 1/3000 di secondo. Complessivamente, al termine del ciclo di proiezioni, è stato registrato un aumento delle vendite di pop corn del 57,5 per cento e un aumento di vendite di Coca Cola del 18,1 per cento.»
A seguito di questo comunicato James Vicary, l’inventore del tachistoscopio, divenne un vero e proprio guru del marketing, con giri d’affari strabilianti e la possibilità di compiere innumerevoli studi nel campo della grande distribuzione alimentare. Tutto, però, fino al 1962, anno in cui Vicary ammise la truffa, rivelando che non era mai stato fatto alcuno studio e il tachistoscopio poteva essere al più un oggetto d’arredamento dall’estetica discutibile. Fine del capitolo relativo alla persuasione occulta? Assolutamente no: dopo Vicary è la volta del dr Hal Becker, altro genio del marketing, che nel 1978 ricevette finanziamenti stellari per realizzare il suo Bec Mark IV Digital Audio Subliminal Processor, una versione avanzata del tachistoscopio. Tuttavia non è tanto per la sua inutile scatola nera che direi di ricordare il dr Becker (ed il post che state leggendo), ma per il suo candore nei confronti di chi lo accusava di cercare il modo per plagiare le menti: «Non vedo perché non debbano esistere dei condizionatori del pensiero quando esistono condizionatori d'aria». 
Bene, questa era la storia in breve di due geni del marketing, quelli con cui abbiamo a che fare quotidianamente: buono a sapersi, no?
Dr Lice
www.antoniolice.it

Fonte-
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