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Meglio un cuore ricco di Omega-3

Prevenzione

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Epidemiologico cardiovascolare e presentati al recente congresso nazionale ANMCO (Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri) sarebbero ben 30 milioni gli italiani potenzialmente esposti al rischio cardiovascolare: alla base del problema in molti casi non ci sarebbe la predisposizione genetica, bensì una serie di fattori esogeni quali una cattiva alimentazione, l’eccessiva sedentarietà e ancora ipercolesterolemia, sovrappeso e obesità.  Ben 9 italiani su 10 risultano bocciati in stile di vita, rivelano gli esperti che hanno condotto lo studio.
 
Proprio per parlare dell’importanza di corrette abitudini alimentari, ed in particolare di un adeguato apporto di acidi grassi essenziali nella dieta quotidiana, in termini di prevenzione cardiovascolare alcuni medici e rappresentati delle massime autorità della ricerca in ambito sanitario, si sono dati appuntamento mercoledì 18 giugno presso il Circolo della Stampa di Milano nell’incontro intitolato Salute, rischio cardiovascolare e omega-3.
 
«Gli acidi grassi, che rientrano sia tra gli alimenti funzionali (cibi naturalmente ricchi o artificialmente arricchiti di sostanze naturali con azione sul metabolismo lipidico) che tra i nutraceutici (sostanze di estrazione naturale con azione sul metabolismo lipidico), presentano molteplici meccanismi protettivi, in quanto sono dotati di azioni ipotrigliceridemizzante, antiaterogene, antitrombotiche e antiaritmiche, che contribuiscono in maniera sinergica al beneficio clinico» ha dichiarato il dottor Roberto Volpe, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma. «Pesci e capsule di olio di pesce rappresentano le fonti principali di omega-3, per cui il modificare in misura limitata le nostre abitudini alimentari introducendo almeno un secondo piatto settimanale a base di pesce e/o la somministrazione di capsule di olio di pesce può influire positivamente sul metabolismo lipidico, sulla funzione cardiaca e sullo stato delle nostre arterie».
 
Ad avvallare l’efficacia degli acidi grassi essenziali come strumento di prevenzione è stato anche il dottor Luigi Tavazzi, direttore scientifico di GVM Care & Research e Fondazione Ettore Sansavini per la Ricerca Scientifica – Cotignola (RA) che ha riportato i risultati dei due studi chiave condotti negli ultimi anni sugli effetti della supplementazione con omega-3 in pazienti a rischio cardiovascolare.
 
Il primo studio denominato GISSI-Prevenzione e pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet, fu condotto in Italia su più di 11.000 pazienti sopravvissuti ad un infarto miocardico. Al termine del periodo di studio il trattamento con omega-3 aveva comportato la riduzione del 20% dell’incidenza della mortalità per infarto del miocardio e del 40% della morte improvvisa. Lo studio GISSI-Prevenzione aveva inoltre rilevato una riduzione della concentrazione dei trigliceridi nel sangue del 3,4% nei soggetti che avevano ricevuto una supplementazione con omega-3.
 
Il successivo studio GISSI-HF, sempre pubblicato sulla rivista The Lancet, ha invece investigato i benefici del trattamento con omega-3 in pazienti con scompenso cardiaco cronico e i risultati sono stati di una riduzione della mortalità totale del 9% e una riduzione della mortalità cardiovascolare e delle ospedalizzazioni cardiovascolari dell'8% in pazienti ad alto rischio.
 
«Questi risultati così significativi hanno portato all’inclusione del farmaco tra i rimedi raccomandati dalle linee guida sulla prevenzione cardiovascolare  e per lo scompenso cardiaco della Società Europea di Cardiologia» ha affermato il dottor Tavazzi.
 
E ancora, il Servizio Sanitario Nazionale ha deciso recentemente di concedere, attraverso le note 13 e 94 dell’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, la somministrazione gratuita degli omega-3 in caso di: ipertrigliceridemia familiare, iperlipemia familiare combinata, ipertrigliceridemia con insufficienza renale moderata e grave e in prevenzione secondaria entro un anno dall’infarto del miocardio. Una ulteriore conferma questa della validità di tale terapia.
 
 
 

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