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La più bella del mondo

Succede ogni volta. Quando conosco una persona e mi presento per quello che sono, un chirurgo plastico, subito fioccano le domande, quelle domande: hai operato qualcuno di famoso? È vero che Sharon Stone non è rifatta? E Julia Roberts? E via così…

In anni e anni di professione (sono primario all’Istituto Clinico Humanitas, insegno Chirurgia Plastica all’Università  degli Studi di Milano e dirigo la II Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica) ho constatato quanto sia variegato l’approccio alla mia materia. Per qualcuno è qualcosa di magico (del resto, modifica corpi e volti), per altri è un argomento che solletica le pruderie e i pettegolezzi, per altri ancora è una specialità come le altre, di cui parlare alla luce del sole. Ovviamente è questo il mio
approccio ed è quello che vorrei diventasse anche il vostro.

Come la maggior parte delle cose della vita, la chirurgia plastica in sé non è né buona, né cattiva. Sono i risultati che produce ad essere più o meno belli, armoniosi, naturali. Come sono le persone che la praticano a poter essere più o meno oneste, serie, capaci.
La chirurgia plastica vera non ha niente a che vedere con gli esiti più grotteschi, con le facce innaturali e i seni che sembrano in procinto di esplodere. La chirurgia plastica è una bella faccia che dopo un intervento sembra meno stanca e meno triste; un viso dal quale viene cancellato un difetto difficile da portare; un corpo che rende più sicuri di sé.

Ancora e soprattutto, la chirurgia plastica è fatta da visi e corpi che ritornano normali, dopo un incidente, un trauma o un tumore.  Per questo, anche se non è vera magia, penso che sia la specialità più bella del mondo.
Ecco perché vorrei raccontarvela.

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