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Si fa presto a dire normale…

La normalità non sempre è sinonimo di correttezza.

“Quando vennero introdotti, una trentina d'anni fa, i fast food proponevano due bicchieri per servire le proprie bevande: uno cosiddetto normale e uno definito grande. Oggi questi due bicchieri hanno cambiato denominazione, ed il normale è diventato mini, il grande è diventato piccolo, e a questi si sono aggiunti il normale, il grande e il maxi.”
 
Questa è una delle tante perle che troviamo nel noto Supersize me, il documentario di Morgan Spurlock, che prende spunto dai suoi trenta giorni passati cibandosi in una nota catena di fast food per affrontare il tema dell'iperalimentazione negli USA.
 
Torneremo diffusamente su questo concentrato di spunti di riflessione, che ne vale decisamente la pena; per il momento ci terrei solamente a sottolineare questo semplice aspetto: quanto riusciamo a percepire del fatto che la normalità attualmente giudicata tale rappresenta il punto di arrivo (transitorio, perché di fatto non sappiamo cosa ci nasconde il futuro) di un percorso in cui l’alimentazione è stata radicalmente cambiata da quanti hanno un notevole interesse in gioco? Fate un salto in dispensa o nel frigo di casa: ci sono le stesse cose che ci trovavate da piccoli? E in termini di quantità: avete l’impressione che sia cambiato qualcosa in termine di porzioni o quantità? Mi riferisco soprattutto a certi cibi, una volta considerati della festa ed oggi sdoganati come quotidiani. Stando a quanto sopra la risposta parrebbe scontata, visto che il bicchiere di bibita considera normale nei fast foods americani oggi è addirittura più grande di quello considerato grande pochi decenni fa.
 
Bene, direi anche lo spunti…no di questa settimana sia stato servito; non mi resta che invitarvi al prossimo.
 
Dr Lice
www.antoniolice.it

Fonte-
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