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Wikipedia: errori in nove voci mediche su dieci

Il 70% dei medici utilizzerebbe internet per le diagnosi

Oramai Wikipedia ha sostituito, nelle case degli italiani e più in generale della popolazione del mondo occidentale, sempre più dipendente da internet, le voluminose, anacronistiche enciclopedie rilegate che possedevano sempre un posto di rilievo nella libreria di casa e che, di tanto in tanto, venivano spacciate da venditori ambulanti in cerca di clienti. Come dar torto a chi si affida alla memoria storica digitale: Wikipedia possiede al suo interno voci per tutti i gusti, dalla botanica allo spettacolo, dalla storia alla geografia. Solitamente le fonti citate sono autorevoli: ma occhio a mantenere sempre lo spirito critico acceso.

Chi di noi infatti, sentendosi qualche disturbo, qualche acciacco, qualche timore addosso, non è mai andato su Google per cercare una diagnosi repentina della sua malattia, rimanendo poi sconvolto e impaurito dai risultati che trovava? L'abitudine di cercare su internet le spiegazioni dei nostri problemi di salute è tanto diffusa quanto errata, in quanto molto spesso le fonti sono fumose e tutt'altro che autorevoli. Come nel caso di Wikipedia: per quanto sia considerata oramai una sorta di nuova Bibbia laica e virtuale, nove voci mediche su dieci contengono imprecisioni, inesattezze, errori di vario genere.

È quanto emerge da uno studio del professor Robert Hasty della Campbell University del North California, che ha preso in esame le dieci condizioni più costose per il sistema sanitario americano: patologie cardiache, tumore ai polmoni, depressione, osteoartrite, patologie respiratorie croniche, ipertensione, diabete mellito, mal di schiena, e livelli di trigliceridi o colesterolo troppo alti. Sono state confrontate le voci di Wikipedia per ciascuno dei suddetti disturbi con quelle della letteratura medica ufficiale, riscontrando imprecisioni nel 90% dei casi. L'enciclopedia virtuale si difende definendo il campione selezionato molto limitato: ciò nonostante, gli errori riscontrati sono tutt'altro che di poco conto. Ad esempio, è risultato inesatto il metodo per diagnosticare l'ipertensione, cosa che potrebbe portare a sottovalutarne i rischi o ad un colpevole ritardo del trattamento.

Ma i dati preoccupanti a riguardo non si fermerebbero qui. Secondo lo studio, infatti, il 70% degli studenti di medicina e degli stessi dottori utilizzerebbero Wikipedia come fonte per giungere ad una diagnosi corretta e tempestiva: una percentuale davvero elevata e incomprensibile. Che persone che soffrono di alcuni disturbi cerchino di farsi un'idea in internet di cosa potrebbe affliggerli è pratica piuttosto giustificabile, sebbene tale abitudine risulti da questa ricerca estremamente errata: che professionisti che dovrebbero aver studiato certi sintomi e certe competenze usino invece uno strumento come Wikipedia per le loro valutazioni mediche è molto più grave.  

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