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Il vino rosso non aiuta a prevenire ictus e infarto

Un bicchiere di vino rosso al giorno, soprattutto quando pregiato, viene spesso considerato un toccasana per la salute: non si tratta semplicemente di un luogo comune, ma questa abitudine possiede anche un fondo di riscontri oggettivi. L'uva da cui si ricava il vino rosso, infatti, sarebbe ricca di una delle sostanze antiossidanti più potenti in natura: il resveratrolo, che grazie alla sua azione contro l'eccesso di radicali liberi nell'organismo combatte l'insorgere di patologie quali tumore, ictus e infarto del miocardio.

Per lo meno, questa era l'opinione diffusa nella comunità scientifica, che si è interrogata a lungo sul cosiddetto paradosso francese. Nella nazione transalpina, infatti, e in special modo in alcune sue regioni, si era riscontrato che il grado di mortalità correlato all'insorgere di malattie cardiovascolari era in proporzione nettamente più basso, nonostante la dieta ricca di grassi saturi teoricamente causa di tali patologie, rispetto alle altre nazioni con regime alimentare paragonabile. Le motivazioni di tale paradosso erano state attribuite al consumo regolare di vino rosso di qualità, che grazie alla presenza del resveratrolo proteggeva l'organismo degli abitanti da condizioni cardiache potenzialmente fatali.

Si è speculato tanto sul paradosso francese: molti ne criticano l'attendibilità poiché evita di prendere in considerazione vari fattori legati allo stile di vita di popolazioni diverse. Ma in generale sulle proprietà benefiche del resveratrolo, di cui è ricca anche la cioccolata, c'era solitamente unità di vedute. Fino ad oggi. I ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora hanno infatti messo in discussione i presunti vantaggi sulla salute che si consideravano attinenti al consumo regolare di vino rosso: e per farlo hanno scelto l'Italia come base del loro esperimento.

Gli scienziati americani hanno infatti condotto uno studio su circa 800 abitanti della zona della valle del Chianti, famosissima meta turistica delle campagne toscane caratterizzata dalla meravigliosa vista rurale intervallata da degustazioni in splendide enoteche e agriturismi d'altri tempi. I risultati dei ricercatori americani sono però stati ben poco lusinghieri nei confronti degli appassionati di questa bevanda: l'abitudine a bere vino di qualità non ha comportato alcuna variazione per quanto riguarda l'insorgenza di tumori o malattie cardiovascolari rispetto ai livelli di incidenza media di tali malattie sull'intera popolazione. Ciò significa che forse il ruolo benefico del resveratrolo è stato finora sopravvalutato, e che per spiegare il paradosso francese non basta semplicemente dare il merito ai vigneti pregiati.  

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