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Rischio cardiovascolare in Italia: consapevolezza e ostacoli nella prevenzione

L'indagine di IQVIA per la Fondazione Italiana Per il Cuore rivela che, nonostante il rischio cardiovascolare sia la principale causa di morte in Italia, solo il 50% degli italiani ne è consapevole. I risultati sottolineano la necessità di maggiore informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione cardiovascolare. La ricerca evidenzia che il 54% degli intervistati pensa di non essere a rischio, mentre il 70% convive con almeno una condizione cronica. Solo la metà degli italiani adotta misure preventive, concentrandosi principalmente sull'alimentazione e l'attività fisica. Gli ostacoli principali includono la difficoltà a modificare lo stile di vita e la mancanza di informazioni chiare e supporto medico.

Nonostante le malattie cardiovascolari siano la principale causa di morte in Italia, l’indagine condotta da IQVIA per la Fondazione Italiana Per il Cuore rivela che solo il 50% degli italiani è consapevole del rischio cardiovascolare. I risultati, ottenuti attraverso un campione rappresentativo di 3000 cittadini, indicano una lacuna significativa nella comprensione di un problema critico per la salute pubblica.

L’indagine evidenzia che il 54% degli intervistati ritiene di non essere a rischio, nonostante il 70% conviva con almeno una condizione cronica. La consapevolezza è ancora più bassa tra le donne e le fasce più giovani della popolazione. Inoltre, il 45% è in sovrappeso o obeso, contribuendo ulteriormente ai fattori di rischio cardiovascolare.

La fotografia dello stato di salute degli italiani è preoccupante: il 70% è a medio-alto rischio cardiovascolare, il 70% ha stili di vita a rischio, e il 45% è in sovrappeso o obeso. Comportamenti a rischio, come il consumo eccessivo di alcol (quasi il 50%), il fumo (25%), una dieta non salutare e la mancanza di attività fisica regolare, sono diffusi tra la popolazione.

Solo la metà degli italiani dichiara di adottare misure preventive, concentrandosi principalmente sull’alimentazione (50%) e sull’attività fisica (39%). Solo l’11% si impegna a ridurre il fumo, e appena il 18% effettua controlli ed esami medici regolari.

Gli ostacoli principali alla prevenzione includono la difficoltà a modificare lo stile di vita (39%), la scarsa consapevolezza del rischio (33%), la mancanza di informazioni sulla prevenzione (27%) e la scarsa comunicazione e supporto da parte del medico (21%).

La presidente della Fondazione Italiana Per il Cuore (FIPC), Emanuela Folco, commenta: “Nonostante il rischio cardiovascolare sia la principale causa di morte in Italia, solo la metà degli italiani ne sia effettivamente consapevole. Questo indica una lacuna significativa nell’informazione e nella sensibilizzazione dei cittadini riguardo a un problema così importante per la salute pubblica.”

Folco sottolinea l’importanza di uno sforzo collettivo per aumentare la consapevolezza sulla prevenzione cardiovascolare. “La prevenzione delle malattie cardiovascolari richiede un impegno e una responsabilità prima di tutto individuale, ma anche un fondamentale supporto informativo e motivazionale da parte dei professionisti della salute. Possiamo prendere il controllo della nostra salute fin da ora attraverso scelte di vita consapevoli e salutari.”

Inoltre, l’indagine sottolinea l’importanza dell’alfabetizzazione sanitaria, con il 63% degli intervistati che ritiene il medico come la fonte principale di informazioni sulla prevenzione del rischio cardiovascolare, seguito da web e farmacista.

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