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Oblìo oncologico: una vittoria per i sopravvissuti al cancro in italia

In un importante e unanime pronunciamento, la Camera dei Deputati italiana ha approvato una legge pionieristica che getta luce sul concetto di “oblìo oncologico”. Questa nuova legge rappresenta un fondamentale passo avanti nella tutela dei diritti e nella lotta contro le discriminazioni nei confronti di chi ha affrontato e superato una patologia tumorale.

Il concetto di “oblìo oncologico” ruota attorno all’idea che un ex malato di cancro non dovrebbe subire condizioni discriminatorie sulla base del suo passato medico. In altre parole, coloro che hanno superato una malattia oncologica non dovrebbero essere penalizzati nella ricerca di lavoro, nell’accesso a servizi finanziari o nell’adozione di minori, semplicemente a causa della loro storia medica. È un passo verso l’uguaglianza e la riaffermazione della dignità di coloro che hanno vinto la loro battaglia contro il cancro.

Questo nuovo approccio legale è stato accolto favorevolmente dalla società civile e dalle associazioni che rappresentano i malati di cancro. Già in altri paesi europei, come Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Portogallo, leggi simili sono state introdotte per proteggere i diritti degli ex pazienti oncologici da discriminazioni ingiustificate da parte di istituti finanziari e assicurativi.

Il Parlamento Europeo ha espresso il suo impegno nel definire standard comuni per il “diritto all’oblio” per i pazienti oncologici in tutta Europa. Secondo una risoluzione votata nel febbraio 2022, entro il 2025, tutti gli Stati membri dovrebbero garantire il diritto all’oblio per i pazienti dieci anni dopo la fine del trattamento, estendibile fino a cinque anni dopo la fine del trattamento per i pazienti che hanno ricevuto la diagnosi prima dei 18 anni di età.

In Italia, il dibattito su questo tema è stato sollevato grazie all’impegno delle associazioni di pazienti e dei rappresentanti politici. Un disegno di legge è stato presentato con il sostegno di diverse fazioni politiche, tra cui Italia Viva, il Partito Democratico e Forza Italia. La legge proposta mira a garantire che i sopravvissuti al cancro non siano soggetti a discriminazioni nel loro accesso ai servizi finanziari e all’adozione di minori dopo dieci anni dalla guarigione.

Secondo il ministro della Salute, attualmente in Italia più di un milione di persone ha vinto la battaglia contro il cancro, dimostrando che la guarigione è possibile per molte forme di questa malattia. Le statistiche dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) dimostrano tassi di guarigione superiori al 60% per tumori come quelli al seno, all’utero, alla prostata e ai linfomi di Hodgkin.

La legge dell’oblìo oncologico è quindi un segno di speranza e progresso, una dimostrazione tangibile del fatto che la guarigione dal cancro non dovrebbe significare un peso continuo sulla vita delle persone. Con il passaggio alla prossima fase dell’approvazione al Senato, si apre la strada verso un’Italia più giusta e inclusiva, dove la storia medica non sarà più una barriera insormontabile per chi cerca di costruire un futuro dopo la lotta contro il cancro.

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