Facciamo luce sul melanoma: una sfida ancora aperta

Todaysalute.it – Il melanoma è una delle forme di tumore più aggressive e in crescita in Italia, con circa 12.700 nuovi casi diagnosticati ogni anno. Nonostante i progressi nella diagnosi e nel trattamento, emergono ancora numerose criticità nel percorso di cura dei pazienti, come confermato da una recente indagine condotta nell’ambito del progetto “SUNrise: facciamo luce sul melanoma”. Promosso dall’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI) e supportato da Pierre Fabre Pharma, il progetto coinvolge diverse associazioni di pazienti su tutto il territorio nazionale e mira a evidenziare i bisogni e le difficoltà vissute da chi affronta questa malattia.

Uno dei dati più preoccupanti emersi dalla survey, che ha coinvolto circa 60 pazienti, riguarda i tempi di attesa per l’asportazione del melanoma: mentre il 70% dei pazienti riesce ad accedere a una visita specialistica entro un mese, 1 su 5 deve aspettare fino a tre mesi, con alcune persone che affrontano attese anche più lunghe. Questo ritardo è particolarmente allarmante, considerata la rapidità con cui il melanoma può progredire.

Oltre ai tempi d’attesa, il supporto psicologico post-operatorio è un altro ambito che necessita di miglioramenti. Ben il 52% dei pazienti si dichiara insoddisfatto dell’assistenza psicologica ricevuta dopo l’intervento, nonostante l’80% consideri questo tipo di supporto fondamentale per migliorare la qualità della vita, non solo per loro ma anche per i caregiver. Solo il 35% dei pazienti ha ricevuto un supporto psicologico continuativo, mentre il 61% ha valutato positivamente l’assistenza socio-assistenziale ricevuta durante il follow-up.

Durante l’evento conclusivo del progetto “SUNrise”, i rappresentanti delle associazioni di pazienti hanno rilanciato alle istituzioni una serie di richieste raccolte in dieci punti chiave. Tra queste, spiccano l’implementazione di campagne di prevenzione del melanoma simili a quelle adottate contro il fumo, una maggiore omogeneità delle cure su tutto il territorio nazionale, e la creazione di reti territoriali tra i centri specializzati e quelli periferici.

Un altro tema importante riguarda la formazione: è stata evidenziata la necessità di un’educazione specifica sul melanoma nei corsi universitari per i futuri medici, con particolare attenzione per i medici di medicina generale. Infine, viene chiesto un maggiore coinvolgimento delle associazioni di pazienti nei processi decisionali, come la partecipazione ai tavoli istituzionali e la loro inclusione nella pianificazione di studi clinici.

“Il progetto SUNrise nasce per dare voce ai pazienti e mettere al centro i loro bisogni,” afferma il Prof. Mario Mandalà, Presidente dell’Intergruppo Melanoma Italiano. “Non è un’iniziativa di una società scientifica o di un’azienda, ma il risultato di un dialogo diretto con chi è colpito da questa malattia. Ci auguriamo che questo possa essere un primo passo per migliorare il percorso di cura e rispondere concretamente alle necessità dei pazienti.”

Il progetto “SUNrise” mette in evidenza l’urgenza di affrontare con maggiore rapidità e attenzione il percorso di cura del melanoma, una patologia in crescita soprattutto tra i giovani. La collaborazione tra istituzioni, medici e pazienti sarà fondamentale per ridurre i tempi di attesa, garantire un supporto psicologico adeguato e creare un sistema di cura omogeneo e accessibile su tutto il territorio nazionale.

spot_imgspot_img

Articoli correlati

spot_img

Ultimi articoli